DX e Contest

IARU Reg. 1 HF SSB Field Day Contest  

7-8 settembre 2013 

Report di IK0EFR Andrea e link al report di IZ0DBA Jack

Quest’anno si è svolta l’ottava edizione del Contest Field Day - I0FLY Memorial, alla quale, la Sezione ARI Perugia, ha partecipato con il nominativo IQØPG/p. Alcuni OM della Sezione, con il Presidente in testa, sono riusciti in pochissimi giorni ad organizzare ed allestire un’ottima stazione nel campo adiacente il container in Agello - sede operativa per i Contest - ed operante nella categoria multi operatore portatile, in tutte le 5 bande HF previste.

Lo shack è stato collocato all’interno della tenda acquistata della Sezione ed inaugurata tre anni fa per lo stesso Contest dall’Isola Polvese e che, visto le eccellenti condizioni meteo, ha fornito un più che sufficiente riparo. Come rtx, si è usato il TS 2000 della Sezione, che ha avuto “ l’onore “ di pilotare lo splendido amplificatore Expert messo a disposizione da Francesco IKØXBX; voice keyer, cuffia con microfono e pedaliera invece sono stati forniti da Gianni IKØAZG.

Un traliccio formato da tre robuste sezioni di palo da circa 3 mt. ciascuno ed issato su una pesante base quadrata di 1 x 1 mt, ulteriormente assicurato da 3 tiranti, ha fatto da supporto alla 3 el. beam per i 14, 21 e 28 MHz; questa volta abbiamo sentito la mancanza del braccio meccanico al quale ci aveva abituato Maurizio IZØVZR durante le precedenti edizioni ma, tutto sommato, pur con una altezza più modesta ed in considerazione del maggior sforzo fisico necessario, il traliccio si è rivelato un’ottima soluzione (tutto il materiale è stato fornito in extremis da Luigi IKØYUT, mentre il rotore è stato messo a disposizione da Vanni IKØUTM). Per le altre bande, si sono utilizzati dei semplici dipoli.

La tenda è stata montata nel luogo stabilito già da venerdì pomeriggio, per guadagnare tempo; KWX, AZG e EFR, sotto un sole pomeridiano ancora forte, con un po’ di pazienza, sono ben riusciti nell’impresa (era la seconda volta che la si montava...), poi la mattina di sabato alle ore 09.00 si è dato seguito al resto, prima con il montaggio a terra della beam e successivamente, quello che più preoccupava, il suo fissaggio in cima al pesante traliccio. Nessuna esitazione però da parte della squadra formata da IZØPXT, IZØDBA, IKØYUT, IØKWX e IKØEFR e tutto è andato per il meglio (con epilogo… a sorpresa).

All’interno della tenda è stato collocato tutto il materiale: tavolo con sedie, alimentatore, rtx, amplificatore, control box, pc, tastiera e quant’altro con un’infinità di cavi, e il tempo è scorso rapidissimo; come sempre si giunge all’orario di inizio Contest senza un attimo di tregua. Per fortuna il Presidente KWX aveva pensato a preparare un pranzo per IZØDBA e IKØEFR, rimasti lì e che avrebbero iniziato le operazioni alle ore 15.00 locali.

Al microfono in chiamata Giacomo IZØDBA, subito pronto a far fronte al modesto pile up europeo in 14 MHz, visto che i 28 MHz e i 21 Mhz apparivano già deserti causa mancanza totale di propagazione (con qualche eccezione in 21 MHz per stazioni però impegnate nell’All Asian Contest, che si sovrapponeva al FD).

In alternanza con IKØEFR e sostanzialmente sempre in 14 MHz, con traffico sostenuto anche verso gli USA nella tarda serata, si è giunti intorno alle 23.00 circa 400 i qso a log, con Lorenzo IZØBVU e Luca IZØGVZ che hanno proseguito per tutta la notte effettuando un egregio lavoro anche nelle bande basse portando il log a 670 qso.

Alle 06.00 di nuovo IKØEFR nel vano tentativo di sfruttare qualche apertura mattutina verso est in 14 MHz (solo un paio di VK, solo un 9M2 ma nessun ZL) e quindi insistendo in 7 MHz con traffico europeo, fino all’arrivo di Vanni IKØUTM che ha invece affrontato furiosi pile up con il nord europa (soprattutto DL e G) fino alle 12.00, portando il log a 900 qso circa.

Intorno alle 14.00 ecco l’inaspettato epilogo, con IK0EFR al microfono proprio durante un qso, quando un improvviso rumore “metallico” proveniente dall’esterno gli gela il sangue con la comunicazione radio che si interrompe. “Ma che è successo? Oh, è caduta la direttiva!!! “Oddio è caduto il traliccio!”, è stato il primo pensiero..... Uscendo dalla tenda, nel timore di constatare chissà quale disastro, il traliccio invece appariva bello fermo e ritto (e come avrebbe potuto cadere d’altronde, con quella base e i tre tiranti, in totale assenza di vento!)..., mentre la 3 elementi era rovinosamente caduta a terra, di punta, e con gli elementi piegati.

EFR si precipita a smontare le parti terminali degli elementi ormai piegati riuscendo ad appoggiare il resto dell’antenna sullo scalandrino. “Si è spezzato il rotore…”, ha pensato...... Ripresosi dallo shock, un po’ triste per i danni alla beam, ma tutto sommato riparabili, riprende sconsolato le operazioni adattando sui 14 MHz il dipolo, in attesa di concludere il Contest ed in attesa del previsto quanto sospirato arrivo di YUT per le operazioni di smontaggio.

Cominciano a “girare” i primi sms, con nuda esposizione dei fatti condita da ironici commenti, e poi un susseguirsi di telefonate da parte di chi a distanza aveva immaginato la peggiore tra le catastrofi.

Finisce il Contest, YUT e EFR finalmente tirano giù il traliccio e l’antenna a penzoloni, ci si rende conto alla fine che il rotore, uno Yaesu G 250, aveva soltanto perso le quattro viti che fissano il corpo motore del rotore(quello fissato al traliccio....) ,con quella superiore (che bloccava il mast fissato al boom dell’antenna); di conseguenza la parte superiore è scivolata via, l’antenna con i suoi 20 kg è caduta perché il cavo coassiale, fissato al traliccio, non ha potuto trattenerne il peso in caduta libera.

Tante altre telefonate, alla fine però gli animi si sono placati, visto la scarsa entità dei danni e soprattutto l’integrità del rotore (sospiro di sollievo da parte di Vanni UTM, più dispiaciuto per quanto successo alla beam che per quello che poteva succedere al suo rotore....). Ora, come si siano svitate quelle quattro viti, rimane un mistero; la spiegazione più plausibile è che in realtà non fossero fissate bene in origine, sebbene appare strano come nessuno se ne sia accorto durante le fasi di fissaggio al traliccio e all’antenna.

Per fortuna il “disastro” è avvenuto alla fine del Contest! Come mettere altrimenti a log ben 974 qso?? Ottimo risultato, ed è quello che conta!

....Siamo già pronti per la prossima edizione...    73 de IK0EFR Andrea

 

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  • A Pisa nella prima centrale radio a onde lunghe inaugurata nel 1911 dal premio Nobel Da decenni regna l’abbandono: servono 2,5 milioni di euro per recuperarla «Io parlo e dico che è uno scandalo che non vogliano lasciare la memoria della stazione radio più potente che mio padre aveva costituito in Europa». La voce sale di tono e l’aplomb da principessa di Elettra Marconi si scompone per qualche istante e si gonfia di indignazione. Ha ragione lei. La stazione radiotelegrafica di Coltano, quartiere di Pisa, sperso nella campagna coltivata e strappata al destino di palude, è una rovina. Per decenni è stata la capitale di un mondo, quello delle telecomunicazioni. Segnali e parole che volavano nell’etere, attraverso il grande impianto voluto e realizzato da Guglielmo Marconi con le allora avveniristiche apparecchiature costruite dai cantieri Marconi di Genova. Ora tutta l’area è recintata e ci sono grandi cartelli gialli di pericolo. Le finestre sono state murate, ma qualcuno ha sfondato i mattoni. Il tetto è crollato in più punti. La facciata è deturpata dalle scritte con lo spray blu: «Vale 6 tutto x noi». Non è difficile superare gli sbarramenti e scivoliamo dentro. Tutti gli ambienti di questi 600 metri quadri che custodivano i segreti della tecnologia all’epoca più all’avanguardia nel mondo sono ingombri di macerie. C’è anche un water abbandonato. La pioggia e le intemperie hanno sbreccato gli intonaci, il mattone è rimasto nudo. Qualcuno, qui dentro, ha anche dormito. Il premio Nobel per la fisica inaugurò il centro radio di Coltano, insieme al re Vittorio Emanuele III, nel novembre 1911. Uno dei primi telegrammi al direttore del New York Times: «19 novembre 1911. I miei migliori saluti trasmessi per telegrafo senza fili dall’Italia in America. Pisa ore 5.47 pom». I tedeschi in ritirata alla fine della guerra minarono e fecero saltare le enormi antenne alte 250 metri e un’altra palazzina di macchinari. La palazzina Marconi se la cavò con pochi danni. Da lì, però, un lento inesorabile degrado: una scuola, un cinema, delle residenze, poi dagli Anni Settanta il nulla. Ricordate le immagini dei film in cui le eleganti signore degli Anni Trenta parlavano al telefono in crociera sui transatlantici? Tutte le conversazioni del mondo passavano per Coltano. Da qui passò il segnale con cui Marconi accese le luci della gigantesca statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il 12 ottobre 1931, in occasione delle celebrazioni per i 439 anni della scoperta dell’America. La conferma, ma stavolta dalla terraferma, dell’esperimento del 26 marzo 1930, alle 11,03: dalla nave Elettra ancorata a Genova presso Yacht Club italiano, Marconi inviò nell’etere gli impulsi che, percorse 14 mila miglia, accesero in Australia le tremila lampadine del Municipio di Sydney. Del recupero della centrale Marconi si parla da decenni. Una storia di promesse e impegni disattesi. Di battaglie, come quella di Italia Nostra. Gli sforzi si erano moltiplicati nel 2009, il centenario del Nobel. Ancora una volta non se n’è fatto niente. La prima, piccola svolta, è arrivata nelle ultime settimane. Un primo accordo tra il demanio (proprietario del bene) e il Comune di Pisa. Una concessione provvisoria e 100 mila euro per mettere l’edificio in sicurezza e completare la progettazione del restauro, preludio alla concessione definitiva e gratuita per lo sfruttamento culturale e turistico del bene. Però ci vogliono i progetti, i piani di valorizzazione e i soldi: «Il progetto - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Serfogli, che da anni si occupa del caso - c’è, va integrato ma esiste. Per realizzarlo servono due milioni e mezzo di euro, il Comune, pur in questi periodi di finanze stentate, è disposto a investire la metà». Tradotto: anche una partnership con un privato sarebbe manna dal cielo. La svolta, comunque, pare davvero arrivata. Intanto la pro loco guidata da Antonio Dell’Omodarme ha recuperato la Villa Medicea del borgo e iniziato ad allestire un museo su Marconi e le telecomunicazioni con la tecnologia esposta nelle bacheche. «Nel frattempo - sospira la figlia Elettra - basterebbe una pietra, una targa, per ricordare che lì mio padre costruì una delle prime centrali, una delle più grandi del mondo». Rivela «C’era una targa in inglese, neppure quella c’è più». I testimoni confermano: fu portata via all’inizio degli Anni Duemila con la promessa di restaurarla e ricollocarla entro due mesi: «Non se n’è mai saputo più nulla». Fonte: lastampa.it

  • L'ultimo saluto al PresidenteMario Ambrosi, I2MQPdi Vincenzo Favata, IT9IZY* Con la dipartita di Mario I2MQP, non è solo venuto meno improvvisamente l’attuale Presidente dell’ARI, è scomparsa, invero, la figura di un radioamatore molto noto che ha contribuito, da protagonista, allo sviluppo dell’Associazione Radioamatori Italiani e del radiantismo in generale negli ultimi quattro decenni.Riconosciuto da tutti come un “pilastro” dell’ARI ha sofferto dei travagli che hanno percorso la sua associazione  ed egli stesso con una notevole forza d’animo e nel pieno rispetto delle regole contenute nel nostro Statuto, in più di un'occasione a fronte di attacchi personali ha preferito percorrere serenamente  la via dell’attesa e della composizione che quella giudiziaria.Il rispetto dello Statuto ARI per il nostro Presidente Ambrosi non si riduceva alla semplice applicazione delle sue norme; era solito, infatti,  esortare, nel corso delle sedute del Consiglio Direttivo Nazionale, i suoi interlocutori ad attuare pienamente lo Statuto con programmi di azione sociale concreti ed immediatamente operativi.Auspicava la diffusione della conoscenza delle norme statutarie, convinto che senza conoscenza non vi può essere adesione consapevole ed ha operato concretamente per diffondere tra i soci la stesura aggiornata del nostro atto costitutivo.Per porre fine o almeno per limitare notevolmente le critiche sterili, poste in essere solo per fomentare ed incrementare una litigiosità interessata, nonché per ristabilire la credibilità dell’ARI, ha scelto la fermezza nell’applicazione delle norme statutarie, comprese quelle più severe, ed ha tracciato l’unica strada percorribile, cioè quella scevra da compromessi nei confronti dell’uno ovvero dell’altro socio.In tal modo ha posto le nuove basi dell’associazione su un terreno sgombro dalle  polemiche e dagli attacchi che avevano cercato di offuscare la moralità della quasi totalità dei soci e dei dirigenti ARI.  

  • Santa Margherita Ligure - Il panfilo Elettra era spesso alla fonda nel golfo del Tigullio, davanti a Santa Margherita Ligure dove il premio nobel Guglielmo Marconi, "il nonno dei cellulari", era solito condurre i suoi esperimenti sulle onde radio. E senza quegli esperimenti a quest'ora non ci sarebbero gli smartphone. L'associazione Radioamatori di Rapallo , in occasione degli 80 anni dalla morte dello scienziato ha organizzato una settimana di trasmissioni dal Castello Cinquecentesco di Santa Margherita Ligure (che guardacaso negli anni '90 ospitava gli studi di Radio Tigullio). Di più: l'Ari Rapallo ha chiesto e ottenuto al Ministero delle Telecomunicazioni la sigla marconiana facendo entrare Santa nell'elenco delle stazioni marconiane italiane,12 in tutto. «Vogliamo valorizzare i luoghi in cui Guglielmo Marconi ha effettuato prove ed esperimenti e farli diventare siti di interesse storico culturale per le popolazioni e le generazioni future» spiega per l’A.R.I. Giannicola Borghesi, che è nel direttivo. Al Castello di Santa Margherita, lunedì mattina, non è voluto mancare il comandante della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Antonello Piras che ha rimarcato: «Iniziative come queste sono importanti per i giovani, soprattutto. E per tutti noi: a volte è come se non fossimo consapevoli della nostra storia, della nostra cultura».   Fonte: ilsecoloxix.it

  • ASCOLTI E RACCONTI DALLA STORIA DELLA SEDE RAI DI FIRENZE Sabato 16 Dicembre – Dalle 15 alle 18 Sede RAI Firenze Studio C Un viaggio per ripercorrere attraverso suoni e immagini tutta la storia della radio a Firenze   Ecco i contenuti principali che verranno presentati: 1944: “Qui Radio Firenze: questa è la voce di Firenze Liberata”, la liberazione della città dai nazifascisti attraverso il racconto delle onde radio; 1954: “l’Approdo” – trasmissione culturale  ideata da Adriano Seroni e Leone Piccioni, andò in onda dagli studi RAI di Firenze dalla fine del 1944 sino alla metà degli anni ’50; 1960: Gli anni d’oro del Radiodramma alla Rai di Firenze – Ascolti e testimonianze; 1966: Alluvione di Firenze – Il racconto di quei drammatici giorni attraverso i servizi del Giornale Radio e la testimonianza dei Radioamatori dell’ARI tra cui I5CLC Carlo Ciapetti e I5SXN Angiolo Chiti. 1970: Il grande calcio – i racconti dall’Artemio Franchi. Il viaggio sarà condotto da Andrea Borgnino IW0HK, responsabile di Rai Radio Techete’ insieme a Tiziano Bonini, professore dell’Università di Siena e ricercatore radiofonico e ad alcuni ospiti che racconteranno gli anni d’oro della radio a Firenze. La Sezione ARI di Firenze sarà presente alla trasmissione. Si invitano soci e simpatizzanti a prendere contatti con la segreteria per informazioni circa la partecipazione alla trasmissione. Come raggiungere La sede RAI di Firenze in Largo A.De Gasperi, 1 – 50136 FIRENZE . La trasmissione potrà essere ascoltata in diretta streaming attraverso il canale RAI Radio Techete’ Fonte: ARI Firenze

  • Grazie all’ottimo lavoro svolto dal Webmaster del C.S.M.I. – Stefano IKØXCC -  che ringraziamo,  abbiamo il piacere di comunicarVi che risulta essere “online” il nostro “nuovo sito web”, al quale è stato espletato un “restyling” ed aggiornamento dello stesso, anche nella grafica. La novità più sostanziale riguardo il nuovo sito del CSMI è che ora questo viene gestito con Wordpress, la diffusissima piattaforma di editoria per siti e blog che permette oltre ad una migliore archiviazione e ricerca dei contenuti (grazie alla ricerca interna ed all'uso delle categorie), anche rapidità negli aggiornamenti degli stessi. Di conseguenza, queste nuove caratteristiche, in un prossimo futuro, permetteranno di ospitare, oltre le informazioni ed i varie reports delle attività delle stazioni aderenti al CSMI, anche le segnalazioni verso notizie presenti in rete su convegni, mostre, iniziative editoriali, attività radioamatoriali, celebrazioni e quant'altro si svolgerà in Italia e dedicato a Guglielmo Marconi. Naturalmente non è stato dimenticato il vecchio sito, che è bene ricordare essere nato insieme al CSMI e online da giugno 2014; da questo sono stati ripresi la struttura principale e tutti i "vecchi" contenuti che rappresentano una ricca fonte di notizie storiche ed una testimonianza delle attività delle stazioni Marconiane italiane aderenti al CSMI. Vi ricordiamo alcuni dei  settori più importanti del sito CSMI: - Diario Marconiano mensile- “Chi siamo” con all’interno:  Mappa “interattiva” con relativa ubicazione delle Stazioni Marconiane IY del CSMI;  “Parlano di noi... e li ringraziamo”- La Storia Italiana Guglielmo Marconi- Le stazioni Marconiane IY del CSMI- Galleria fotografica- Rassegne stampa- Biblioteca Marconiana- Cluster – con altre varie utility –- Area download- Diversi importanti links- Alcuni siti web da noi consigliati Troverete anche particolari notizie ed info riguardanti quanto segue: - International Marconi Day e relativi reports delle stazioni IY del CSMI- Le varie attività radiantistiche Marconiane svolte delle stazioni IY aderenti al CSMI- Un settore dedicato al Diploma Marconiano ARI 90- Il Marconi Speed Contest- I vari meeting del CSMI svolti a: Villa Griffone, La Spezia, Coltano- I calendari del CSMI- YOTA e CSMI sono AMICI- Vari video su youtube- Diploma Coltano Marconi 1911- Foto ed articoli vari, tra cui quello sulla Stazione  Radio di  Coltano Un sito web con diverse info e notizie di carattere tecnico, radiantistico, culturale, didattico per non far dimenticare i c.d. “luoghi storici della memoria”, dai quali Guglielmo Marconi ha condotto scoperte, effettuato esperimenti,  prove ecc… nonché, per mantenere sempre vivo “On the air” lo spirito ed il valore Marconiano. Nel sito abbiamo ritenuto di  inserire anche un ricordo, un saluto al carissimo Mario I2MPQ – Presidente Nazionale A.R.I. - recentemente scomparso che gentilmente era stato presente con Noi in 40 mt. allo sked CSMI in occasione dell’International Marconi Day del 23.04.2017. Tnx e cordiali 73, Per il C.S.M.I.Roberto, ISØJMAwww.csmi.altervista.orgE-mail: info.csmi@libero.it

  • Un’iniziativa congiunta delle Sezioni ARI di Mestre e Venezia. In occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Guglielmo Marconi e fino al 31 dicembre 2017, i radioamatori delle sezioni ARI di Mestre e Venezia si alterneranno al microfono, tasto e console della stazione commemorativa IY3VE, allestita presso il Padiglione delle Navi del Museo Storico Navale della Marina Militare, presso l’Arsenale di Venezia. Il Padiglione delle Navi, oltre oltre ai rari e preziosi esemplari di imbarcazioni e motoscafi, ospita qualcosa di poco conosciuto e motivo di particolare interesse per i radioamatori (ma non solo): l’apparato motore e le caldaie a vapore che muovevano lo yacht Elettra, la nave di Marconi, dalla quale ha effettuato alcuni dei più importanti esperimenti. Clicca qui per maggiori informazioni e contatti Fonte: ARI Mestre

  • Tre momenti dell’inaugurazione della nuova Sede di ARI-Lodi avvenuta Domenica primo Ottobre. La consegna del gagliardetto ufficiale dell’ARI Nazionale da parte del Vicepresidente Gabriele Villa, I2VGW, al Presidente di ARI-Lodi, Glauco Juliano, IZ2LQD (a DX) sotto lo sguardo soddisfatto di Marco Bombelli, IK2CHZ (a SX). Nella seconda foto, I2VGW al cospetto di alcuni storici fondatori di ARI-Lodi tra cui Don Franco, I2GFS, 88 anni, primo Segretario della Sezione, che ha, tra l’altro benedetto i nuovi locali. E, nell'ultima foto, la banda musicale di Brembio saluta il taglio del nastro alle presenza dei Soci e delle Autorità, suonando l’inno d’Italia.  

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  • The 2015 recipient of the prestigious William R. Goldfarb Memorial Scholarship, Jacob Nunez-Kearney, KF7DSY, of Mesa, Arizona, will interrupt his matriculation at Purdue University to accept an internship this spring at NASA’s Johnson Space Center in Houston.“This is an amazing opportunity that has been many years in the making that I have decided to accept,” Nunez-Kearney told ARRL. He will re...

  • The massive and barely contained Thomas Fire in Southern California has consumed more than 230,500 acres, and the emergency has caused residents in fire-threatened areas to evacuate. Amateur Radio volunteers remain active supporting communication for American Red Cross shelters in Ventura County. More evacuations are likely, although the need for Amateur Radio assistance remains dynamic. Cal Fi...

  • QST -- ARRL's monthly member journal -- is more than a century old, and with the major exception of color printing throughout the magazine starting in December 2000, it’s remained mostly unchanged for the past couple of decades. Starting with the January 2018 issue of QST, now available to members in digital form, several noticeable changes are being made to the journal’s format, design, and si...

  • Solar activity declined slightly over the past week, another period which saw multiple days (five) with no sunspots. We will see more of these periods over the next 2-3 years as the sun progresses toward solar minimum.There was a geomagnetic storm peaking on December 5. In Alaska, the College A index reached 55, and peaked around the middle of the UTC day with K index reaching 7 over two 3-hour...

  • At the December 2 Superstition Hamfest in Mesa, Arizona, the Arizona Repeater Association (ARA) presented its annual donation of $2,500 to the ARRL Spectrum Defense Fund. This marks the fourth consecutive year that the club has contributed.“ARRL is deeply appreciative to all the members of the Arizona Repeater Association for their ongoing support to the ARRL Spectrum Defense Fund,” said ARRL D...

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